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Opus Dei: opiniones de protagonistas

En esta página se ofrecen testimonios de gran valor histórico. Es una recopilación de artículos publicados en la prensa internacional entre los años 1975 (fecha de fallecimiento del fundador del Opus Dei) y 1990, muy cerca ya de su beatificación por Juan Pablo II.


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Michele Giordano, Arzobispo de Nápoles, en Il Mattino (Nápoles), 24.6.90.

Texto

Ricordo del fondatore- dell'Opus Dei

<~osemarìa Escrivà,

quando la santificazione

si conquista nel lavoro»

Pubblichiamo volentieri questo ricordo del Venerabile Josemaria Escrivà, fondatore dell'Opus Dei, dell'Arcivescovo di Napo

di MICHELE GIORDANO

LA Chiesa continua a seminare santità tra i suoi fedeli ,e tra tutti gli uomini; santità con tutte le conseguenze umane e sociali che, ne derivano: la solidarietà, la concordia, la pace. Cristo continua a guardare l' uomo, non di rado imprigionato nei complicati problemi di questa fine del millennio, e gli propone un ideale altissimo e liberatore: seguimi!

Mai come in questi tempi la comunità cristiana ha visto moltiplicarsi le beatificazioni e le canonizzazioni, che sono, sl, motivo di gioia, ma anche richiami precisi alla santità, attraverso questi modelli di vita. Nostri fratelli e sorelle in epoche a noi vicine o più lontane, di ogni ambiente e cultura, ci invitano ad essere cristiani sul serio, a seguirlo nella molteplicità di strade che nella Chiesa sono state aperte lungo i secoli. Il Santo Padre .Giovanni Paolo II, cui si rivolge ora il filiale pensiero di tutti noi che l'aspettiamo con gioia, ha ben presènte nella sua sollecitudine pastorale, l'urgente bisogno di questa - se mi si consente il termine - «propaganda» della santità.

La chiamata universale alla santità è stata punto di forza del Concilio Vaticano II. Era stata questa la predicazione di Josemaria Escrivà fin dalla fondazione dell'Opus Dei. E insieme egli metteva in risalto l'evidente bisogno di uomini santi che siano sale e luce per gli altri, e vedeva in essi la soluzione ai grandi problemi dell' umanità «Queste crisi mondiali sono crisi di santi», scriveva su Cammino, e continuava: «Dio vuole un pugno di uomini suoi in ogni attività umana.

Poi... Pax Christi in regno Christi - la

pace di Cristo nel regno di Cristo» (Cammino, n. 301). Tutto ciò ci riporta a un'idea basilare: cambiamo il cuore dell'uomo, cambiamo i nostri cuori, e cambieremo il mondo, vale a dire, facciamo in modo che l'uomo accolga la chiamata di Cristo e tutto il resto verrà di conseguenza. «Cristo deve regnare innanzitutto nella nostra _ anima... altrimenti parlare del Regno di Cristo sarebbe suono vano, senza sostanza cristiana, manifestazione esteriore di una fede inesistente, utilizzazione fraudolenta del nome' di Dio per aecomodamehti umani» (È Gesù che passa, n. 118).

Nella semplicità di questi insegnamenti, si svela il segreto per raggiungere la. santità nell'adempimento dei normali impegni professionali, familiari, sociali: riportare a Dio ogni cosa, piccola o grande, agire in ogni circostanza con la spinta dell'amore di Cristo. Così egli si era comportato

nella sua feconda vita sacerdotale, così aveva insegnato a vivere a migliaia di persone. Ora la Chiesa aggiunge: così facendo, ha vissuto eroicamente le virtù cristiane in modo tale che la sua vita si può proporre come esempio.

Nella sua incessante attività di predicazione mons. Escrivà continuava a ripetere e a ribadire la necessità di santificarsi nel lavoro di ogni giorno. Proprio perché non c'è da una parte l' impegno di santificazione e dall'altra l'attività quotidiana, come fossero due realtà divergenti o due binari che non s'incontrano mai, ma perché ci santifichiamo proprio attraverso il lavoro quotidiano. Seguendo il filo di tale insegnamento, il carissimo mons. Del Portillo, Prelato dell'Opus Dei, diceva recentemente: «E eroica l'esistenza di un padre o di una madre che si sforzano di mettere pienamente in pratica tutte le esigenze del Vangelo nella vita familiare, senza il minimo cedimento all'influsso dell'ambiente circostante; è eroico il lavoratore, manuale o intellettuale, che, anche malgrado la stanchezza, cerca di svolgere alla perfezione il proprio lavoro, giorno per giorno; nel desidero di rendere gloria a Dio e di servire il

prossimo; è eroico colui che, contrastando l'edonismo imperante in tanti settori della società, si impegna con tenacia per comportarsi sempre con coerenza cristiana».

Ai nostri giorni, una delle più frequenti deformazioni dell'immagine dell'uomo, dalle conseguenze catastrofiche, è il disprezzo dello spirito di servizio. Si pensa che servire sia il principale ostacolo alla propria «autorealizzazione», e sono pertanto sempre più numerosi coloro che rifiutano di servire altre persone o che lo fanno con ripugnanza. Il messaggio di santificazione di Josemaria Escrivà apre, provvidenzialmente, panorami immensi di testimonianza cristiana in tutte le situazioni umane anche in quelle più travagliate e difficili come quelle che si trova ad affrontare la città di Napoli.

Mons. Escrivà invita appassionatamente a mettere Cristo al vertice di tutte le attività umane in modo che da tutti gli ambienti sociali e professionali scaturisca un moto ascensionale di elevazione a Dio di tutte le realtà temporali. E ormai una consolante realtà che in ogni circostanza di vita onesta, per il semplice e sublime dono del Battesimo, uomini e donne di ogni condizione sociale si sentano

impegnati quotidianamente nel rendere più umano e cristiano il lavoro, il riposo, la vita familiare e sociale.

Non è possibile individuare una virtù in cui abbia brillato di più o un aspetto che definisca il suo servizio alla Chiesa, perché non ci sono nel suo spirito delle «specialità», ma piuttosto uno stile di vita cristiana, indicando nella filiazione divina il fondamento della spiritualità dell' Opus Dei. Se dovessi additare un aspetto del suo modo di fare che mi piace particolarmente direi senz'altro l'amore alla Chiesa, l'unità con la Gerarchia. Uno spirito di servizio fatto di abnegazione e di semplicità, incondizionato, nel rispetto del carisma fondazionale. E questo spirito lo ha saputo trasmettere integralmente ai suoi. figli sacerdoti e laici, celibi e sposati.

Tante sono le necessità e i problemi che attanagliano la nostra città a cui la comunità ecclesiale di Napoli deve dare una risposta generosa, quotidianamente eroica. Tutti noi ci sentiamo particolarmente esposti ai pericoli ed alle insidie di una società che si sta lentamente allontanando da Dio: il desiderio disordinato di autoaffermazione, l'egoismo, l'avidità di potere, 1' orgoglio; poi l'avarizia, la sensualità, e così via sino a completare l'elenco dei sette vizi capitali. Verrebbe quasi voglia di abbandonare questo mondo!

Mi viene però alla memoria un bel paragone che soleva fare mons. Escrivà: il pesce che, immerso nelle profondità delle acque del fiume inquinato, un bel giorno emerge dal fondo e vede un bel prato verde e pensa di saltare fuori dell'acqua per poter respirare un po' d'aria pura. Non sa, il poverino, che nel momento in cui lascia il suo elemento naturale, l'acqua, per lui non c'è altro che la morte. Così per noi cristiani. Quel che Nostro Signore ci chiede non è di saltar tar fuori di queste acque inquinate della nostra società contemporanea ma di rigenerarle offrendo a quanti ci circondano acque limpide frutto della nostra unione con Dio.

Questo è l'impegno che si chiede a noi cristiani: una nuova evangelizzazione da portare a termine cominciando dalla nostra Chiesa di Napoli che sta attraversando una delicata stagione della sua storia.

Evangelizzazione che mira a risvegliare l'assopita memoria evangelica con novità di spirito, di contenuti e di metodi, seguendo quanto ci indica il Papa.

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