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Opus Dei: opiniones de protagonistas

En esta página se ofrecen testimonios de gran valor histórico. Es una recopilación de artículos publicados en la prensa internacional entre los años 1975 (fecha de fallecimiento del fundador del Opus Dei) y 1990, muy cerca ya de su beatificación por Juan Pablo II.


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Franz Kónig, Arzobispo de Viena, Presidente del Secretariado para los no creyentes, Presidente de la Conferencia Episcopal Austríaca, en Corriere della Sera (Milán), 9.11.75, en Salzburger Nachrichten (Salzburg), 22.6.85, y en L'Osservatore Romano (Roma), 23.6.85.

Texto

11 significato

dell'Opus Dei

L'Opus Dei si è trovata e ai trova tuttora al centro di un intreccio di giudizi contrastanti come forse nessun altro dei più nuovi movimenti spirituali della Chiesa cattolica. Molto è stato scritto e talvolta si è potuto avvertire il disagio di chi scriveva provocato dal confronto con un movimento che non' si lascia catalogare negli schemi tradizionali e che, inoltre, non ha fatto della ,pubblicità uno dei suoi programmi. Solamente l'estate scorsa, quando mori il fondatore dell'Opus Dei, padre .}osé Maria Escrivá de Balaguer y Albás, il pubblico si rese conto di come egli fosse riuscito a dare vita ad un movimento diventato operante su scala mondiale e a condurre tuttavia per decenni una vita silenziosa e appartata.

Ho conosciuto personalmente padre Escrivá come una grande autorità spirituale. I suoi collaboratori hanno sempre ammirato la sua serenità, la sua disarmante franchezza, il suo talento organizzativo: qualità ché si accompagnavano alla calda comprensione delle preoccupazioni e delle gioie altrui e ad uno zelo combattivo per la causa di Dio. Quando lo vidi l'ultima volta, circa un anno e mezzo fa, si parlò della situazione della Chiesa e del numero sempre più ridotto dei membri di certe grandi famiglie religiose e di movimenti spirituali.

L'Opus Dei è invece costantemente cresciuta, anche in questo periodo di disorientamento e di incertezze, fino ai sessantamila membri di oggi. Vi 'aderiscono persone delle nazioni e dei ceti sociali più diversi, appartenenti a tutte le professioni immaginabili, architetti e giornalisti, operai e artigiani. Tra essi, ci sono persone che vivono nel celibato, ma la maggioranza vive nel matrimonio e tutti tendono, alla realizzazione della via cristiana quotidiana.

Probabilmente, la forza magnetica dell'Opus Dei è data, per molti, dalla sua profonda spiritualità laica: giit.~e1 1928, quando la fondò, Escrivá aveva anticipato molto di ciò che con il Concilio Vaticano II è divantato patrimonio comune della Chiesa. A coloro che lo hanno seguito, Escrivá- ha detto, con molta chiarezza che il posto del cristiano è in mezzo al mondo. Egli si è opposto a ogni falso spiritualismo che equivale quasi ad una negazione della centrale convinzione cristiana di fede nella incárnazione di Dio. Il problema che ha affascinato Escriváface-va sempre perno intorno alla domanda: come può il cristiano, il cristiano c normale s, quello che esercita una professione, che ha una famiglia, che è un cittadino come un altro, come può questo cristiano realizzare la vocazione personale alla san

34 tità • 'senza Der questo uscire

dal mondo? I

CORRIERE DELLA SERA

Domenica 9 novembre 1975

Milano

Escrivá non volle creare un nuovo ordine e un giorno disse esplicitamente:«Nulla diversifica i membri dell'Opus Dei dai loro concittadini e, d'altra parte, essi, tranne la fede, non hanno altro in comune con gli appartenenti. a ordini religiosi. Amo i religiosi, apprezzo e ammiro la loro vita conventuale, il; loro apostolato e la loro separazione dal mondo. Ma essi sono segni "diversi" della santità della Chiesa s.

Escrivá volle che i membri dell'Opus Dei superassero la doppia vita di molti.cristiani: da una parte la vita spirituale, il dialogo con Dio, la liturgia, la carità e, dall'altra parte, accuratamente separata, la vita familiare, professionale e sociale, una vita piena di piccole cose terrene. Rifiutando questa separazione, egli diceva: c Se noi vogliamo essere cristiani non possiamo accettare questo, che è quasi una scissione dellà coscienza. C'è infatti una sola vita, che è carne e spirito e quest'unica vita deve essere, santificata nell'anima e nel corpo e riempita di Dio, il Dio invisibile che incontriamo in cose ben visibili

• materiali s.

L'interesse e il lavoro di Escrivá vanno trovati, qui, in una c materializzazione s della vita cristiana che lo aveva spinto addirittura a parlare di un c materialismo cristiano s in coraggiosa opposizione c contro ogni materialismo negatore dello spirito s. Egli concepìì la vocazione cristiana come una c trasformazione della prosa della quotidianità in un poema epico s

• volle che «le piccole cose di ogni giorno venissero fatte con amore, affinché si riempiiossero della grandezza , di D.

In tale modo egli ha ripreso un tema che nella pietà cristiana è sempre ricorso nell'operato di grandi personalità. E' chiaro che questa valutazione delle cose terrene ha conseguenze nell'esercizio della professione dei membri dell'Opus Dei: essi non possono restare indifferenti davanti alla vita pubblica ma, al contrario, devono interessarsi in modo attivo a ciò ~ che avviene nel mondo. In questo interesse coloro che criticano l'Opus Der suppongono di scorgere una manifestazione di clericalismo, ma nulla in padre Escrivá era più lontano .da ciò.

In un discorso in Spagna,

egli, disse: c Ad un cristiano non verrà mai in mente di credere o di dire che si degna di abbassarsi dalla casa di Dio sul mondo per rappresentare la Chiesa, o che le sue opinioni rappresentano l'unica soluzione cattolica a tutti i problemi. Non è cosi. Questo sarebbe clericalismo, cattolicesimo ufficiale o qualcosa del genere, come meglio lo volete chiamare. In ogni caso si farebbe in tal modo violenza alla vera natura delle cose. Il vostro compito è quello di diffondere ovunque una autentica mentalità laica dalla quale risultino tre conseguenze: occorre essere abbastanza corretti per assumere le proprie responsabilità davanti a se stessi, occorre essere abbastanza cristiani per 'rispettare nella fede anche. quei fratelli i quali sostengono punti di vista diversi su questioni che sono affidate alla libertà di opinione, e si deve essere abbastanza cattolici per non servirsi della Chiesa per scopi propri e per non inserirla in interessi di gruppo puramente umani s.

Proprio perché il fondatore dell'opus Dei ha avuto della libertà e della responsabilità umane una considerazione cosi alta, la sua opera è sfaccettata in modo cosi pluralistico. Qui si sono ritrovate persone delle più diverse o inioni ionáli, politiche,

Prole, "per vivere l'unità

economie

nella cattolicità. Da una angolazione puramente umana, l'affascinante personalità di padre Escrivá de Balaguer e il pluralismo interno del movimento da lui fondato possono forse spiegare la-diffusione dell'Opus Del. Per il credente è un segno della vicinanza di Dio e del rapporto immediato con Cristo per i quali il fondatore dell'Opus Del ha lottato una. vita intera.

Franz Koenig

Cardinale arcivescovo di Vienna, primate d'Austria, presidente del segretariato vaticano per i non credenti.

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