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Opus Dei: opiniones de protagonistas

En esta página se ofrecen testimonios de gran valor histórico. Es una recopilación de artículos publicados en la prensa internacional entre los años 1975 (fecha de fallecimiento del fundador del Opus Dei) y 1990, muy cerca ya de su beatificación por Juan Pablo II.


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Pietro Parente, en L'Osservatore Romano (Roma), 24.6.79.

Texto

Mons. Escrivá con un gruppo di studenti nel 1974

vita (Colloqui con Mons. Escrivá de Balaguer, ñ. 55, pp. 89-90, citato in S. Bernal, Mons. Josemaria Escrivã de Balaguer. Appunti per un profilo del Fondatore dell'Opus Dei p. 135).

Questa intuizione sul valore del lavoro in Escrivá, uomo di studio

• di cultura sacra e profana, erompe dal suo spirito permeato di fede soprannaturale. Alla luce di questa fede egli vive a contatto con Dio nell'intimo • della sua coscienza. Questo contatto anima il suo mondo interno di uomo, di sacerdote, ma non ne fa un contemplativo chiuso, bensì un apostolo aper

to al mondo, in cüi egli ritrova Dio

presente e operante nell'attività umana individuale e sociale. Non vuole' che si viva quasi una doppia vita: una interiore e l'altra esterna, • l'una materiale e l'altra spirituale. La vita è complessa, ma

• una sota in quanto sia all'interno sia all'esterno, sia in terra come in cielo, è sempre la vita di una cratura di Dio, che la domina, la

sostiene, la penetra con la sua azione.

Tutto fa pensare che Mons. Escrivá, secondo la dottrina cristianat_parta__ dalla _creazione, con cui Dio realizza l'essere del mondo e dell'uomo e conserva l'uno e l'altro, quasi con una continua creazione, e. li eccita a passare dinamicamente all'attività, che è arricchimento di essere. Si riflette qui la dottrina aristotelico-tomistica (che Escrivá ben conosceva) • intorno al divenire del mondo, che è laborioso passaggio dalla potenza dell'atto sotto l'influsso di Dio, che

• presente e opera in ogni atomo della realtà cosmica e specialmente nell'uomo fatto a sua immagine, do

tato di coscienza e di libertà protese verso di Lui, fine supremo e fonte di tutto l'essere e d'ogni sua attività.

Mons. Escrivá ha dovuto attingere a questa fonte religiosa e metafisica la sua teoria dei.lavoro, concepito come sacro, cioè - come partepipazione dell'attività creatrice di Dio. L'uomo onesto e naturalmente sano è chiamato a cooperare con Dio-Atto in ogni forma di lavoro, che così diventa mezzo di santificazione. per tutti.

Vocazioni per tutti

La santificazione così intesa non è privilegio di pochi, ma è votastone per tutti. A conferma di questa concezione profonda riportiamo un tratto di una sua omelia (nel libro E' Gesù che passa, nn. 45-48, pp. 86-89):

Per descrivere lo spirito dell'Opus Dei, l'associazione alla quale ho dedicato la mia vita, ho detto che esso poggia e fa perno sul lavoro ordinario, sul lavoro professionale esercitato in mezzo al mondo. La vocazione divina ci affida una missione...

Ebbene, vi ricordo ancora una volta che tutto ciò non è estraneo ai pianii divini. L vostray vocaziöne umana è parte • importante della :vo

cazione il. lavoro,. ácconn

pagná inevìtabihizenté la vita dell'uomo sulla tersa... Ma il lavoro non è in se stesso una pena, né una maledizione, né un castigo: coloro che parlano così non hanno letto bene la Sacra Scrittura. E' tempo che i cristiani dicano ben forte che il lavoro è dono di Dio... (il lavoro) è testimonianza della dignità dell'uomo, del suo dominio

sulla creazione,_ promuove lo sviluppo della sua personalità, è vincolo di unione con yli altri uomini, fonte di risorse...

Per il cristiano queste prospettive si dilatano. Il lavoro appare infatti come partecipazione all'opera creatrice di _ Dio, il quale avendo creato l'uomo, gli diede .la sua benedizione: Crescete e moltiplicatevi, riempite la terra e_soggioga_tela ...E inoltre il lavoro, essendo stato

assunto da Cristo, diventa attività redenta e redentrice: non solo è l' ambito nel quale l'uomo vive, ma mezzo e strada di santità, realtà santificabile e santificatrice... L'uomo pertanto non deve limitarsi a fare delle cose, a costruire oggetti. Il lavoro nasce dall'amore, manifesta l'amore, è ordinato all'amore. Riconosciamo Dio non solo nello spettacolo della natura, ma anche nell'esperienza del nostro lavoro, del nostro orzó._:Sá~endoci posti__ da 'Dio sulla terra, amati da Lui

ed eredi delle sue promesse, il lavoro diviene preghiera, rendimento di grazie.

S'intravede in questa pagina il tema fondamentale della spirituàlità di Mons. Escrivà, che è passione sua e diventa l'anima dell'Opus Dei. Egli come tutte le anime protese verso la santità, coglie della santità stessa il punto focale, che poi fu il fermento della sua vita .e del suo immenso apostolato. Quel punto focale è il senso soprannaturale, cioè il contatto con Dio già naturalmente presente e operante in ogni uomo' in forza della creazione e della .conservazione, che importano l'azione divina non solo per' sostenere l'essere della creatura, ma alche per muoverla all'azione, La presenza di Dio operante nelle creature si accentua nell'uomo con la grazia, gratuita partecipazione

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