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En esta página se ofrecen testimonios de gran valor histórico. Es una recopilación de artículos publicados en la prensa internacional entre los años 1975 (fecha de fallecimiento del fundador del Opus Dei) y 1990, muy cerca ya de su beatificación por Juan Pablo II. Enlaces Romana (Boletín de la Prelatura del Opus Dei) Obras de San Josemaría Escrivá Josemaría Escrivá de Balaguer - Fundador del Opus Dei Iniciativas sociales promovidas por personas del Opus Dei Documentos, artículos y testimonios sobre el Opus Dei y su fundador |
Sergio Pignedoli, Presidente del Secretariado para los no cristianos, en Il Veltro (Roma), 1975.
Texto
parole di mons. Escrivá de Balaguer - deve essere realizzato dal cristiano con la massima perfezione possibile vale a dire, con perfezione umana (competenza professionale) e con perfezione cristiana (per amore della volontà di Dio e al servizio degli uomini). Infatti, svolto in questo modo, quel lavoro umano, anche quando può sembrare umile e insignificante, contribuisce a ordinare in senso cristiano le realtà temporali - manifestando la loro dimensione divina - e viene assunto e incorporato all'opera mirabile della Creazione e della Redenzione del mondo. In tal modo il lavoro viene elevato all'ordine della grazia e si santifica: diventa opera di Dio, operatio Dei, opus Dei ». In tante occasioni, in tanti incontri, nel dialogo affettuoso e paterno con migliaia e migliaia di anime che si commuovevano al pensiero di trovare Gesù presente, come a Nazaret, nel loro lavoro quotidiano, nell'apparente monotonia dell'ordinario, il nocciolo dell'insegnamento del fondatore dell'Opus Dei è questo, così come risuonò in una delle sue tante omelie ormai famose: « Non ci può essere una doppia vita, non possiamo essere come degli schizofrenici, se vogliamo essere cristiani: vi è una sola vita, fatta di carne e di spirito, ed è questa che deve essere - nell'anima e nel corpo - santa e piena di Dio: questo Dio invisibile lo troviamo nelle cose più visibili e materiali. Non vi è altra strada, figli miei: o sappiamo trovare il Signore nella nostra vita ordinaria, o non lo troveremo mai. Per questo vi posso dire che la nostra epoca ha bisogno di restituire alla materia e alle situazioni che sembrano più comuni, il loro nobile senso originario, metterle al servizio del Regno di Dio, spiritualizzarle, facendone mezzo e occasione del nostro incontro continuo con Gesù Cristo. Vi assicuro, figli miei, che quando un cristiano compie con amore le attività quotidiane meno trascendenti, in esse trabocca la trascendenza di Dio. Per questo vi ho ripetuto, con ostinata insistenza, che la vocazione cristiana consiste nel trasformare in endecasillabi la prosa quotidiana. Il cielo e la terra, figli miei, sembra che si uniscano laggiù, sulla linea dell'orizzonte... E invece no, è nei nostri cuori che si fondono davvero, quando vivete santamente la vita ordinaria... ». La santità: vocazione per tutti Questo modo di agire rende Cristo presente quasi in occulto, eppure con mirabile e penetrante efficacia, per mezzo dell'esistenza libera e personale dei suoi discepoli, nella loro vita di ogni giorno, nella loro vita « eroicamente comune ». È in questo senso che mons. Escrivá de Balaguer ricordava tanto spesso che ogni cristiano deve essere alter Christus, ipse Christus presente tra gli uomini. La comune vita cristiana - lavoro che è orazione e orazione che è lavoro - si trasforma tutta in apostolato. Siamo così ricondotti al fattore specifico della vocazione laicale e secolare, che è al tempo stesso il fondamento della condizione di cristiani: il Battesimo. La dignità battesimale è il fondamento per cui il popolo di Dio è di diritto configurato 55 Opus Dei: opiniones de protagonistas |