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En esta página se ofrecen testimonios de gran valor histórico. Es una recopilación de artículos publicados en la prensa internacional entre los años 1975 (fecha de fallecimiento del fundador del Opus Dei) y 1990, muy cerca ya de su beatificación por Juan Pablo II. Enlaces Romana (Boletín de la Prelatura del Opus Dei) Obras de San Josemaría Escrivá Josemaría Escrivá de Balaguer - Fundador del Opus Dei Iniciativas sociales promovidas por personas del Opus Dei Documentos, artículos y testimonios sobre el Opus Dei y su fundador |
Sergio Pignedoli, Presidente del Secretariado para los no cristianos, en Il Veltro (Roma), 1975.
Texto
za servirsi della Chiesa. A me piace che il cattolico porti Cristo non nel titolo ma nella condotta, e offra una testimonianza reale di vita cristiana ». A tal fine pregava il Signore che desse sempre ai suoi figli, laici e sacerdoti, anima autenticamente sacerdotale e mentalità pienamente laicale. Una vita offerta per la Chiesa e per il Papa Da quasi trent'anni dimorava a Roma, perché voleva che, al pari della Chiesa, l'Opera fosse romana e perché lui stesso si sentiva romano. Gioiva nell'assaporare questa parola - romano - perché lo spingeva ad amare di più tenero • amore il Papa, il dolce Cristo in terra, come sovente ripeteva con le parole di santa Caterina da Siena. « Io venero con tutte le mie forze - scriveva pochi anni fa - la Roma di Pietro e di Paolo, bagnata dal sangue dei martiri, centro di irradiazione di tanti propagatori, per tutte le vie del mondo, della parola salvifica di Cristo. Essere romano non significa alcun particolarismo, bensì autentico ecumenismo; e muove il desiderio di dilatare il cuore, di aprirlo a tutti con lo slancio redentore di Cristo, che cerca tutti, che accoglie tutti, perché Lui per primo ha amato tutti ». Soffriva nel suo spirito le sofferenze della Chiesa e ne godeva le gioie. Sentiva profonda pena per l'attuale sbandamento di tante anime e per questo pregava e lavorava, giorno per giorno, con zelo rinnovato, e chiedeva preghiere. Tendeva la mano « come un poverello di Dio, implorando l'elemosina dell'orazione ». Ricordava incessantemente che questo tempo di tormenta, in cui il demonio ancora una volta vaglia come il grano la Chiesa di Cristo (cfr. Lc, 22, 3 i ), è tempò di preghieta e di riparazione, perché. quanto più imperversa l'insidia e l'infedeltà, tanto più è necessario cercare l'intimità con Dio nell'orazione e nella penitenza. Ma la fede non gli permetteva la tristezza e meno ancora lo scoraggiamento. Offriva le sue sofferenze e tutta la sua vita per la Chiesa e per il Papa e continuava a lavorare contento - seminatore di pace e di gioia -, pieno di ottimismo, infondendo intorno a sé sicurezza e conforto. « Qualunque cosa accada - scriveva - Cristo non abbandonerà la sua Sposa. La Chiesa trionfante è già con Lui, alla destra del Padre, e di là ci chiamano quei nostri fratelli cristiani che glorificano Dio per questa realtà che noi vediamo ancora nella chiara penombra della fede: la Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica ». Amava chiamare l'apostolato dell'Opera « una grande catechesi d'amore e di servizio alla Chiesa e al Papa » e voleva che l'apostolato della dottrina fosse « passione dominante » per i soci dell'Opus Dei. E lui per primo ha vissuto, in cinquant'anni di sacerdozio, questa passione instancabilmente, o forse nonostante tanta stanchezza. Faciem tuam, Domine, quaero (ps 26, 8). Signore, desidero il tuo volto. Era questo ormai il sospiro di un'anima tanto affinata dall'intimità divina, dalla « schiavitù d'amore », dall'umile servizio di tanti anni, che possiamo essere ben certi che avevaa raggiunto quella identificazjone con . Cristo che poneva come meta ai suoi 58 Opus Dei: opiniones de protagonistas |